La ditta Aymonino nasce nella Torino del 1850 per opera di Giacinto Aymonino, ricordato dalle cronache come «il padre dell'industria pianistica torinese»: la prima fabbrica completa e su larga scala di pianoforti e armonium degli Stati sabaudi.…

La ditta Aymonino nasce nella Torino del 1850 per opera di Giacinto Aymonino, originario di Vestignè, che dopo le campagne militari del 1848 lasciò l'esercito e si dedicò alla fabbricazione di strumenti a tastiera. Le cronache dell'epoca lo ricordano come «il padre dell'industria pianistica torinese»: fu il primo, negli Stati sabaudi, ad avviare una fabbrica completa e su larga scala di pianoforti e armonium, in un settore fino ad allora dominato dalla bottega artigiana e dall'importazione dall'estero.
Lo stabilimento, avviato in Via della Rocca e in seguito trasferito in Piazza Madama Cristina, arrivò a produrre oltre duecento strumenti l'anno — circa 235 nel 1861 — con alcune decine di operai: numeri ragguardevoli per l'Italia del tempo, che facevano di Aymonino la più importante fabbrica di pianoforti della città. Le fonti storiche la collocano stabilmente tra i principali costruttori torinesi dell'Ottocento, accanto a nomi come Mola, Berra e Marchisio.
La qualità del lavoro valse alla casa numerosi riconoscimenti nelle esposizioni nazionali e internazionali. Alla mostra di Torino del 1858 Aymonino presentò quattro pianoforti verticali e ottenne la medaglia d'argento e il titolo di Fornitore di Sua Maestà, che gli diede diritto di fregiare gli strumenti dello stemma reale; seguirono un premio a Firenze nel 1861, il diploma di primo grado a Torino nel 1871, una menzione onorevole a Vienna nel 1873 e, a fine secolo, la medaglia d'oro. Sono proprio le medaglie e la corona sabauda, dipinte in oro sulla targa del frontale, a raccontare ancora oggi questa vicenda.
Costruttivamente, i pianoforti Aymonino appartengono in pieno alla loro epoca: strumenti a corde dritte, con struttura in legno, di impostazione vicina alla scuola francese coeva. Alla scomparsa del fondatore l'attività proseguì come «Successori Giacinto Aymonino», sotto la guida dei capifabbrica Carlo Monti e Giovanni Rovetto, restando in attività fino ai primi anni del Novecento.
Nei nostri laboratori è passato un verticale Aymonino con matricola 1827, databile attorno al 1855: per il numero contenuto, uno dei primi strumenti usciti dalla fabbrica, a pochi anni dalla fondazione. Un esemplare che, dopo il restauro, potrà tornare a far sentire la voce tenue e calda dei pianoforti torinesi della metà dell'Ottocento.
