Corde e cassa in verticale: ingombro contenuto e resa seria. È la scelta più diffusa per la casa, lo studio e la didattica, e la gamma è più ampia di quanto si creda.
In un verticale l'altezza fa quello che nel coda fa la lunghezza: determina la corda dei bassi e il volume del corpo sonoro. Un 108-113 cm è uno strumento da studio onesto, pensato per iniziare e per gli spazi piccoli. Tra 115 e 125 cm si entra nella fascia che regge una casa e anni di conservatorio. Dai 128 cm in su, con meccanica a doppio scappamento, si arriva a strumenti che molti pianisti scelgono per esercitarsi quando non c'è posto per un coda.
Il verticale ha un vantaggio che si sottovaluta: sta contro una parete e libera la stanza. Ne ha però uno svantaggio speculare, perché proietta il suono contro quella stessa parete. Spostarlo di venti centimetri, o mettere un tappeto dove prima c'era il parquet nudo, cambia l'ascolto più di un intervento di intonazione.
Se non sapete da dove partire, ditecelo: in showroom si prova, e il confronto diretto tra due altezze diverse chiarisce le idee in cinque minuti.
