
Ci sono città il cui nome, per chi conosce i pianoforti, vale quanto una firma. Eisenberg, piccolo centro della Turingia, è una di queste: da quasi centocinquant'anni vi si costruiscono pianoforti a coda e verticali, e il marchio Wilh. Steinberg ne raccoglie oggi l'intera eredità.
Tutto comincia con Adolph Geyer, nato a Eisenberg nel 1846, terzo figlio di un fabbricante di pelli per pianoforti. Fece l'apprendistato in una fiorente fabbrica di Zeitz, poi ampliò le sue conoscenze in diverse grandi manifatture tedesche. Ma per «raggiungere qualcosa di più grande» decise di emigrare: si perfezionò come costruttore e ingegnere in Canada e a New York. Ricco di esperienza, tornò nella sua città natale e il 2 dicembre 1877 vi fondò la propria fabbrica di pianoforti. È da quel giorno che si fa datare la nascita dell'industria pianistica di Eisenberg.

L'esempio di Geyer fece scuola. Robert Weissbrod, figlio di contadini ma appassionato fin da ragazzo di legno e del suo trattamento, apprese il mestiere a Jena e Lipsia e infine, proprio da Geyer a Eisenberg, divenne — come recita una cronaca dell'epoca — «un esperto del pianoforte, familiare con le più piccole particelle esterne e interne, con il corpo e l'anima dello strumento». Spinto dal desiderio di indipendenza, il 1° agosto 1884 avviò la propria costruzione di pianoforti.

Nel 1921 nacque la fabbrica di code e verticali Fuchs & Möhr. I suoi strumenti, costruiti «secondo il sistema più moderno», si distinguevano per una «straordinaria ricchezza sonora» e un tocco «particolarmente leggero e piacevole»; nel 1925 furono premiati con la «Medaglia d'Oro di Stato» per l'eccellente qualità a un prezzo favorevole. Erano prodotti autenticamente artigianali — e i clienti crescevano di anno in anno.

Il Novecento portò a Eisenberg anche le sue fratture. Nel dopoguerra la tradizione proseguì sotto il nome «Adolph Geyer Nachf.» e, dal 1948, nella VEB Pianofabrik Eisenberg, la manifattura di Stato della DDR: vi si stabilì anche il centro di formazione per costruttori di pianoforti, così che il mestiere potesse essere tramandato. Si costruivano strumenti per la grande massa della popolazione.

Con la caduta del Muro, nel 1989, cambiarono i criteri. Il 1° gennaio 1993 Helmut Altmeyer rilevò la «Eisenberger Pianofortefabrik» dalla Treuhand e la portò sul mercato con una gamma interamente riprogettata e un nome nuovo: Wilh. Steinberg. Da allora l'azienda continua, nello stesso luogo, la tradizione nata con Adolph Geyer nel 1877 — e con lei quella di Weissbrod, Fuchs & Möhr, Finger e di tutti i costruttori che fecero di Eisenberg una città del pianoforte.
Distribuire Wilh. Steinberg significa anche farsi custodi di questa storia. Dietro un pianoforte di Eisenberg non c'è solo un marchio, ma un'intera città che ha fatto del suono il proprio mestiere, generazione dopo generazione. Per gli strumenti realmente disponibili, sfoglia la pagina del marchio Wilh. Steinberg.
