
Ci sono incontri che cambiano la storia di un oggetto. Quello fra Peter Maly, uno dei maestri del design tedesco, e Sauter, la più antica manifattura di pianoforti al mondo ancora in attività, ha cambiato il modo in cui il pianoforte abita le case: non più soltanto uno strumento, ma un pezzo d'architettura domestica, disegnato con lo stesso rigore di un edificio.
Nato nel 1936, Peter Maly apre il proprio studio ad Amburgo nel 1970. Con il suo gruppo di lavoro si occupa di product design e progetti d'interni: collezioni internazionali di mobili, architetture per fiere, mostre, showroom aziendali — a volte gli interni di interi negozi d'arredamento. È un approccio olistico, dal prodotto alla sua presentazione pubblica, che diventa la sua firma insieme all'amore per le forme geometriche e alla ricerca di chiarezza, funzionalità e durata.

I suoi mobili per Ligne Roset, COR, Interlübke, Thonet e Conde House sono entrati nelle collezioni e nei musei: al Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo (mostra personale nel 2001), al Kunstgewerbemuseum di Berlino e al red dot design museum di Essen (2002). Il palmarès parla da solo: 9 red dot design award, 8 iF design award, 15 Good Design Award di Chicago, il Bundespreis Gute Form e gli omaggi dell'industria francese a Parigi.

Il pianoforte verticale è un archetipo: una forma che tutti conoscono e che nessuno, per un secolo, aveva davvero osato toccare. La collaborazione fra Maly e la manifattura di Spaichingen nasce proprio da qui: applicare allo strumento musicale il metodo del design d'autore — sottrarre invece di aggiungere, cercare la forma essenziale, scegliere materiali autentici — senza toccare ciò che non va toccato, cioè il cuore acustico costruito da Sauter.

Ne è nata la Design Edition: il Concent, riduzione cubista all'essenziale; il Pure nelle versioni Basic e Noble, manifesto del «less is more»; il Rondo, che gioca con il principio della curva; l'Artes, omaggio Art Déco a Rachmaninoff; l'Alea, con la sua fascia di quadrati bimaterici ispirata all'architettura modernista. E fra le code il Vivace, premiato con il red dot, e l'Ambiente, il cui corpo segue il profilo di una parabola in un'unica linea continua.

Per il bicentenario Sauter del 2019 Maly ha disegnato il Rhapsody: come nella «Rhapsody in Blue» di Gershwin la musica classica incontra il jazz, così nel Rhapsody duecento anni di arte costruttiva incontrano un linguaggio contemporaneo — impiallacciature orizzontali, spigoli dolcemente arrotondati, giunti a vista neri.


Ogni strumento della Design Edition porta la firma di Maly e la numerazione dell'esemplare: è il punto in cui il pianoforte smette di essere un mobile «da nascondere» e torna a essere protagonista dello spazio. Per chi cerca uno strumento che sia anche un pezzo di design d'autore, i modelli sono raccolti nella pagina del marchio Sauter e nella nostra selezione Design.
