Schulze Pollmann e i grandi: Michelangeli, Ray Charles e la Ferrari

C'è un filo che lega un pianista purissimo, una leggenda del soul e una delle presentazioni più attese del mondo dell'automobile. Quel filo è un pianoforte italiano nato dall'incontro di due case tedesche: Schulze Pollmann. Ne raccontiamo tre episodi.
Michelangeli: «fra i migliori»
Nel 1949 Arturo Benedetti Michelangeli — uno dei più grandi pianisti di ogni tempo, celebre per la sua intransigenza nella scelta degli strumenti — visitò la fabbrica Schulze Pollmann. Diede una breve dimostrazione del suo talento e lasciò una nota autografa che l'azienda custodisce ancora oggi.

Le sue parole: «Sono veramente felice di aver fatto conoscenza con i suoi pianoforti Schulze-Pollmann, che reputo fra i migliori, e che onorano l'industria italiana». Per un artista che rimandava i concerti se il pianoforte non lo convinceva, era un riconoscimento tutt'altro che scontato.

Ray Charles al coda rosso
Qualche decennio dopo, il nome Schulze Pollmann incrociò un mondo lontanissimo da quello della grande tradizione classica: il soul e il rhythm and blues di Ray Charles. Il «Genius» suonò più volte i pianoforti della casa, anche come ospite d'onore al Festival di Sanremo.

L'immagine di Ray Charles al coda rosso, occhiali scuri e sorriso, è una delle più belle della storia del marchio: la dimostrazione che uno strumento pensato per la sala da concerto sa stare, con la stessa autorevolezza, sul palco di un festival popolare.
Il pianoforte della Ferrari
Nel 2005, per la presentazione della 612 Scaglietti — la gran turismo a quattro posti del Cavallino — Schulze Pollmann costruì un pianoforte a coda speciale, in un rosso che dialogava con la carrozzeria dell'auto. Non un pezzo unico da vetrina soltanto: da allora la casa ne produce pochissimi esemplari all'anno, riservati a clienti speciali.

Il rosso non è una semplice verniciatura di superficie: la stessa cura dell'impiallacciatura e della lucidatura che la casa dedica alle sue radiche e alle sue «code di pavone» si ritrova, qui, in una tinta piena e brillante che avvolge tutta la cassa — coperchio compreso.

Perché lo raccontiamo
Tre storie diverse — un pianista sommo, una leggenda del soul, un mito dell'automobile — dicono, meglio di qualsiasi scheda tecnica, che cosa sia Schulze Pollmann: un pianoforte dal rigore costruttivo tedesco e dal gusto italiano per la bellezza, capace di trovarsi a suo agio in mondi lontanissimi. Per gli strumenti realmente disponibili, sfoglia la pagina del marchio Schulze Pollmann.
