
Aymonino
Lo strumento si presenta in buone condizioni, compatibilmente con l'età. La matricola a numero contenuto (1827) lo colloca tra i primi esemplari usciti dalla fabbrica torinese, a pochi anni dalla sua fondazione. Si tratta di un pianoforte a corde dritte, con centina in legno per i medi e gli acuti e centina in ferro per i bassi, questi ultimi rivestiti in rame; la meccanica è del tipo «a baionetta». L'impostazione costruttiva, tipica del periodo, richiama lo standard di ispirazione francese, vicino per soluzioni strutturali a costruttori come Pleyel, che in quegli anni lavorava con metodologie molto simili.
Una volta restaurato, lo strumento tornerà a offrire una voce squisitamente torinese della metà dell'Ottocento: sonorità tenui e calde, ideali per il repertorio coevo alla sua costruzione, che permettono di restituire i brani dell'epoca con grande fedeltà al suono immaginato dai compositori di allora. Il tocco è leggero, come tipico delle meccaniche a baionetta, con una smorzatura delicata ma pronta ed efficiente.
su richiesta
- · Si acquista lo strumento com'è; l'intervento si progetta insieme.
- · Restauro eseguito interamente nel nostro laboratorio di Pianezza.
- · Documentazione fotografica di ogni fase; le parti sostituite si conservano.
I percorsi di restauro
La revisione di ogni parte funzionale dello strumento, per riportarlo a suonare con voce piena e stabile. Il mobile viene pulito, conservando la patina del tempo.
- ·Sostituzione delle parti usurate: corde, caviglie, feltri dei martelli, panni e pelli compromessi dall'età
- ·Recupero delle parti lignee rovinate o consumate
- ·Ripristino della carica della tavola armonica
- ·Ripristino e messa in sicurezza delle centine
- ·Riprogettazione della cordiera, con tensioni e carichi di rottura adeguati allo strumento
- ·Pulizia della tastiera e revisione delle placcature dei tasti
- ·Regolazione accurata, accordature e intonazione con finitura prima della consegna
- ·Pulizia del mobile esterno
Tutto l'intervento funzionale, più il restauro estetico del mobile secondo i metodi dell'epoca. In entrambe le soluzioni lo strumento torna pienamente utilizzabile: la differenza è nella finitura esterna del mobile.
- ·Ogni intervento del percorso Funzionale
- ·Riverniciatura filologica a gommalacca a stoppino, eseguita a mano
- ·Ripristino di tutte le parti difettate del mobile



